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Lo Stato dà, la Regione taglia: la denuncia di un malato di Sla

 
8 Luglio 2016 – AVERSA. Lo Stato dà, la Regione taglia. Parliamo dell’assegno di cura erogato agli ammalati di Sla gravissimi per un importo mensile di 1500 euro, ridotto nel 2015 del 50 per cento dalla Regione Campania per mancanza di fondi.
Lo denuncia Giuseppe Gaudino ricordando che il padre affetto da sclerosi laterale amiotrofica in forma gravissima, una forma che lo costringe a vivere respirando attraverso una macchina collegata per mezzo di una tracheostomia all’apparato polmonare, alimentato attraverso una sonda inserita nello stomaco, non solo ha dovuto subire la riduzione dell’assegno, da 1500 euro a 50 euro, ma non riceve la somma da novembre 2015.
L’assegno di cura che rappresenta un importante sostegno per le famiglie in cui vive un ammalato di Sla, consentirebbe di superare le difficoltà economiche che si presentano per assicurare assistenza a questo particolare tipo di ammalato, riconosciuto dallo Stato che con la legge 296 del 2006 stabilì l’importo e la durata annuale per l’assegno di cura, per ragioni di cassa è stato prima dimezzato dalla Regione Campania, poi ridotto ulteriormente portandolo a 700 euro mensili erogabili non per un anno ma per un massimo di dodici.
Come se non bastasse grazie ai tempi della burocrazia papà Gaudino aspetta da 9 mesi l’erogazione dell’assegno mensile cosa che crea problemi economici alla famiglia che è costretta a pagare di tasca persino l’autoambulanza e il medico rianimatore che deve accompagnare l’ammalato ai controlli richiesti periodicamente dai sanitari dell’ospedale di Maddaloni, e non a quello di Aversa che per chi abita a Carinaro sarebbe più vicino, dai quali viene regolarmente seguito.
Una scelta che, stando a quanto afferma Giuseppe, sembra obbligata dal momento che in quel nosocomio è stata effettuata un intervento di tracheostomia  Un problema in più per la famiglia Gaudino, pazienza, ma se l’assegno arrivasse regolarmente almeno sarebbe alleggerito il problema economico. E’ quanto chiede Giuseppe ai responsabili regionali del settore.   Antonio Arduino